"28 Black" (2011) Guardrail. ∅100cm.  
   
 

Realizzata attraverso la destrutturazione e l’assemblaggio di 8 guardrail, elementi metallici lineari posti ai bordi stradali, per evitare l’eventuale deragliamento di veicoli, l’installazione è frutto della manipolazione strutturale e concettuale di uno strumento per la sicurezza stradale, che stravolgendo completamente la sua valenza oggettuale, diventa elemento di offesa e potenziale pericolo.

Stefano Canto elabora anche il progetto di una performance, di cui presenta l’animazione video dello storyboard composto da 30 disegni, in cui la scultura metallica, lanciata in una strada in discesa, si troverà a urtare a caso, e impattare alcune delle macchine posteggiate ai lati della via.

Il titolo dell’opera evoca una puntata alla roulette. L’artista propone, infatti, una riflessione sulla facile alterabilità del concetto di sicurezza, in rapporto alla complessità del reale, subordinata all’aleatorietà degli eventi.
Per complessità del reale, in accordo con il sociologo tedesco Niklas Luhmann s’intende l’insieme delle infinite possibilità oggettive e imprevedibili, che un qualsiasi evento si verifichi. In base a tale concezione, il sentimento
d’insicurezza dell’essere umano è provocato principalmente dalla coscienza del fattore di rischio, insito nel mondo fenomenologico, oltre che nelle proprie e altrui azioni. La fiducia e l’ipotetico sentimento di sicurezza ispirato da un oggetto, quale ad esempio il guardrail, modificano la capacità umana di percepire il rischio e neutralizzano gli effetti intimidenti della complessità del reale, senza tuttavia intaccarla. La possibilità che eventi non previsti si verifichino, infatti, resta comunque invariata, al di là dell’inconsapevolezza umana.

 
 

 
 

 
     
   
     
   
     
   
     
 

 
 

 
  Storyboard. Stampa in negativo. 29,7x21cm.