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Monumento a Theo Van Doesburg

 

 

 

‘‘The constructor will be able to assess the relationships, not only of site, position and proportions, but also of the contrasting, dissonant and complementary energies, and organise them in unit’’

 

Monument to Theo Van Doesburg is an ongoing project by artist Stefano Canto based on historical research into an exemplary fascist monument. The work has developed in collaboration with art critic and curator Mike Watson. Conceived as an ongoing discussion on themes of space, time and modernist representation, the project calls for a consideration of the possibilities offered to critical thinking by architecture in its materiality.

Following the exhibition of a series of photographs, drawings and models for the project, the artist envisages presenting a full scale copy of the obelisk of Mussolini in 2016, disassembled into its components and laid horizontally in a public space in Rome.

 

‘‘Of all Rome’s obelisks one stands out as peculiar. It is one of only two that are of modern 20th century design (the other being the Obelisco di Marconi, situated in EUR): All the other Obelisk’s in Rome originate from Ancient Egypt or Ancient Rome, other than two 19th Century copies situated in Villa Torlonia. The obelisk in question, designed by Costantino Costantini in 1929 and dedicated to the former Duce, was unveiled outside the Foro Italico in 1932. Bearing not the ancient and unfathomable hieroglyphs of the Ancient Egyptian monoliths, but, rather, a sole easily legible inscription - ‘Mussolini’ – on its main column, and ‘DUX’ written on its base, it was a clear homage to the absolute power vested in Facist Italy’s leader.

 

In effectively dismantling the Obelisk of Mussolini and showing its raw component parts, Stefano Canto’s Monument to Theo Van Doesberg (2015) invites the viewer to reconsider the modernist aesthetic stripped of its political connotations and returned to a reflection on fragmented time and space in keeping with the research of the De Stijl movement which strongly influenced the architecture of the early Fascist period.

 

It is testament to Stefano Canto’s deep level of artistic enquiry that a period of Italian art history which is so often maligned for its connection to the fascist regime can once again take on its true value, which – as so often with art – can with time stand separately from its former political associations. At the least, it is time to place early Italian modernism in its wider historical context.’’

 

Mike Watson, 2014

 

 

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‘‘Il costruttore scoprirà il rapporto di energie contrastanti, dissonanti e complementari e le organizzerà al fine di raggiungere una nuova visione unitaria’’

 

Nato da una ricerca storica di Stefano Canto a partire da un’architettura esemplare del periodo fascista, il progetto Monumento a Theo Van Doesburg si è sviluppato in collaborazione con il critico e curatore Mike Watson. Nell’ottica di una ricerca sui temi dello spazio, del tempo e della rappresentazione modernista, il progetto vuole essere un’occasione per riflettere sulle possibilità critiche offerte dall’architettura nella sua materialità.

 

Dopo aver esposto lavori legati a fasi preliminari di ricerca sul progetto, nel 2016 l’artista si ripropone di presentare a Roma una copia a grandezza naturale dell’obelisco di Mussolini, scomposto nei suoi singoli elementi.

 

‘‘A Roma, tra i numerosi obelischi, se ne distingue in particolare uno. Si tratta di uno dei due obelischi moderni della città (il secondo è l’obelisco di Marconi all’EUR); tutti gli altri risalgono ai tempi dell’antico Egitto o dell’antica Roma, ad esclusione di due copie del diciannovesimo secolo conservate a Villa Torlonia.

L’obelisco in questione, dedicato al Duce e progettato da Costantino Costantini nel 1929, fu inaugurato di fronte al Foro Italico nel 1932. Raffigurante non più gli antichi geroglifici dei monoliti egiziani ma le semplici iscrizioni Mussolini - sulla colonna - e Dux - sulla base -, rappresentava un inequivocabile omaggio al potere assoluto conferito al leader del Fascismo italiano.

 

Scomponendo l’Obelisco di Mussolini e mostrandone le pure componenti, Monumento a Theo Van Doesburg (2015) invita a riconsiderare l’estetica modernista isolata dalle connotazioni politiche e riportata ad una riflessione sulla frammentazione del tempo e dello spazio, in linea con la ricerca del movimento del De Stijl che notevolmente influenzò l’architettura del periodo fascista.

 

Il progetto è la testimonianza della profondità della ricerca artistica di Stefano Canto che si propone di riconsiderare un periodo della storia dell’arte italiana spesso respinta per le sue connessioni con il regime fascista e che sembra così poter recuperare il suo vero valore al di fuori delle tradizionali associazioni politiche. Sembra sia giunto il momento di contestualizzare il primo modernismo italiano in un quadro storico più ampio.’’

 

Mike Watson, 2014

 

 

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 All Images are © Stefano Canto 2016