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Our Lady of Sorrows

'Our Lady of Sorrows' is a rudimentary machine composed of several mechanical elements that when set in motion generate a rotary movement of the painting linked to it. The image’s rotation turns into a whirlwind of colors and the distinctive elements of the painting are totally lost in a swirl.

 

Just as in 'All That Fall', the latest installation created for the Museum Riso in Palermo (Italy), Stefano Canto acts on the modes of fruition of the work, building a destabilizing device that prevents the vision of the work itself. The title 'Our Lady of Sorrows' comes from the pictorial subject chosen by the artist for his installation, a eighteenth century painting, that is preserved in the Museum of Christian Art in Goa. The suffering Madonna is one of the typical images used by the Christian religious propaganda during the Portuguese colonialism. During a performance of a few hours the painting will be carried through the crowded streets of Fort Kochi.

 

Dislocation, insecurity, fatigue, lack of understanding, limitation of the fruition of the work, visual disturbance are all elements which come into play in this work of Canto in which the sacred image is the pretext to rethinking the relationship between religion and power.

 

 

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Our Lady of Sorrows, è un progetto di Stefano Canto realizzato appositamente su commissione del Museo di Goa per la seconda edizione della Biennale di Kochi Muziris (Kerala, India). L’artista riproduce l’omonimo dipinto conservato nel Museo d’Arte Cristiana di Goa e lo applica su una macchina rudimentale composta da un carrello di ferro e una bicicletta.

 

Pedalando il meccanismo si mette in movimento e il quadro comincia a ruotare, rendendo impossibile la visione dell’opera e creando un vortice di colori in cui gli elementi distintivi del dipinto perdono ogni riconoscibilità. Durante una performance di alcune ore il quadro viene trasportato per le vie di Fort Kochi. Il percorso del ciclista è stato documentato da un video e successivamente esposto in mostra.

 

Dislocazione, precarietà, fatica, incomprensione, limitazione della fruizione dell’opera, disturbo della visione, sono tutti elementi che entrano in gioco in questo lavoro di Canto in cui l’immagine sacra diventa anche il pretesto per avviare ripensamenti sul rapporto tra religione e potere.

 

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 All Images are © Stefano Canto 2016